Lo Spinosauro Mirabiliante
- martina matarazzo

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min

Illustrazione di Samuele Rigano
di Martina Matarazzo
Scorrendo sui social ci siamo imbattuti in una notizia bizzarra: la scoperta di una nuova specie di Spinosauro che gli scienziati, hanno identificato con il nome di Spinosaurus Mirabilis.
Beh, piacere di conoscerti Spinosaurus Mirabils.
Ma come è successo?
Il paleontologo Daniel Vidal ha individuato un misterioso osso che spuntava dal terreno durante uno scavo in Niger. A prima vista sembrava una vertebra di dinosauro. Ma dopo un'ulteriore analisi, i ricercatori hanno capito che l'osso era una cresta ricurva simile, a una spada, che doveva essere attaccata al cranio di uno dei dinosauri più bizzarri della paleontologia: loSpinosaurus, un predatore dalla schiena a forma di vela.
La scoperta fornisce nuovi dati sull’evoluzione e sullo stile di vita di questi dinosauri del Tardo Cretaceo (vissuti 95 milioni di anni fa).
Il nuovo esemplare si distingue per una marcata cresta cranica a forma di scimitarra, probabilmente rivestita da cheratina, quando l'animale era in vita. Secondo gli autori dello studio, questa struttura non sarebbe stata funzionale all’alimentazione, ma piuttosto alla comunicazione visiva o al riconoscimento tra individui.
Lamanna e altri esperti esterni concordano sul fatto che una sorta di esibizione sia la spiegazione più plausibile per la cresta. "È una sorta di segnale agli altri membri della propria specie, che può significare 'Ehi, sarei un ottimo compagno' oppure 'Esci dal mio territorio. Sono il più grande e il più cattivo del quartiere'", afferma Lamanna.
Vengono individuati denti che si interdigitano tra mascella superiore e inferiore, conici e interconnessi, come quelli dei coccodrilli, caratteristica compatibile con una dieta prevalentemente ittica. Questo elemento rafforza l’interpretazione degli spinosauridi come predatori specializzati nella cattura di pesci, già proposta per il genere Spinosaurus. Queste creature avevano uno stile di vita che probabilmente permetteva loro di cacciare sia a terra che in ambiente acquatico.
"Solo lo Spinosaurus, tra i dinosauri, ha una trappola per pesci"
I dati indicano un processo graduale: da forme principalmente terrestri con adattamenti per la pesca, a specie sempre più specializzate per ambienti acquatici o semi-acquatici. Spinosaurus mirabilis rappresenterebbe una fase importante di questa transizione.
Ma che ci faceva lì Vidal?
Nel 2022, quando si imbatté in quello strano osso, faceva parte di un team guidato dall'esploratore del National Geographic Paul Sereno, paleontologo anch’egli dell’Università di Chicago, impegnato negli scavi in un remoto sito fossile chiamato Jenguebi. La comunità locale dei Tuareg chiama l'area in cui sono stati rinvenuti i fossili Sirig Taghat, che significa "Niente acqua, niente capre".
Sereno è stato attratto dal Sahara grazie a un rapporto del geologo francese Hugues Faure degli anni '50 su un dente di dinosauro che aveva trovato in Niger e voleva cercare siti simili.
"Sapevo che era come cercare un ago in un pagliaio" riferisce lui.
Il sito viene visitato per la prima volta dai due paleontologi dell’Università di Chicago nel 2019, guidati da un locale su un motorino. Questa prima volta venne rinvenuta solo la mandibola che è stata ricondotta alla specie degli spinosauri. Di nuovo poi si recarono nella zona nel 2022 dove identificarono le tre ossa principali che permisero di battezzare la nuova specie mirabilis.
Oltre queste, vennero rinvenuti tantissimi altri fossili.
So cosa vi state chiedendo, come ha fatto un dinosauro del genere, che si ciba di pesci, ad essere vissuto nel deserto del Sahara, dove non c’è che sole e sabbia ?
Uno studio sulle stalagmiti delle grotte dell'Arabia Saudita centrale ha fornito prove concrete del fatto che la regione è stata verde e lussureggiante per gran parte degli ultimi otto milioni di anni. La fascia centrale dei cosiddetti “deserti barriera" – dal Sahara a ovest, attraverso l'Arabia fino al deserto del Thar in India a est – sia stata in passato una regione ricca di acqua simile a una savana che avrebbe incoraggiato le migrazioni di primati e altri animali dall'Africa, tra cui Homo sapiens e altri nostri antenati ominini.
Groucutt, studioso che si è occupato dello studio, spiega che le stalagmiti crescevano solo quando l'ambiente era abbastanza umido da permettere all'acqua di penetrare nel terreno e nella grotta, mentre gli isotopi nei campioni di roccia rivelavano quando si erano verificati questi periodi di crescita.
Lo studio mostra che i periodi umidi dell'Arabia hanno avuto una durata che va da più di un milione di anni a decine di migliaia di anni, abbastanza per permettere a ondate di animali e di primi esseri umani di entrare in Arabia dal nord dell'Africa e di proseguire verso le fertili terre circostanti.
E c'è molto di più in arrivo.
"Siamo solo all'inizio del lavoro sulle grotte in Arabia Saudita".
Tutto questo è estremamente interessante per farci riflettere sul fatto che chi abitava il mondo, nel corso delle ere, si sia adattato ad esso.
Circa 5000-7000 anni fa a causa di un cambiamento ciclico nell’inclinazione dell’asse terrestre, fenomeno denominato precessione, che ha causato la riduzione delle piogge monsoniche, è stato interrotto il ciclo vegetativo di queste aree, trasformando savana e laghi in arido deserto di sabbia, formata dall’erosione delle rocce preesistenti. Ecco perché adesso conosciamo il deserto del Sahara, che nasconde ancora una vasta rete di acque sotterranee residua di quel passato verde.
Ed ecco perché non è più abitato da animali come gli spinosauri, ma prediligono questo paesaggio, altre specie come i dromedari, con uno stile di vita molto più incline al paesaggio che li ospita.
Concludiamo, consigliandovi una meravigliosa miniserie Netflix “The Dinosauru: La Vera Storia”, che non è altro che un documentario che ci permette di sapere qualcosina in più su queste affascinanti creature che sono i dinosauri e sul cambiamento del mondo.
Fonti:



