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Un faro che non si spegne – 163 anni di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Red Cross flag swaying in the wind
Di: Iacopo Maria Monti
«Solferino. 24 giugno 1859. Jean-Henry Dunant riesce nell'impensabile: grazie alla collaborazione delle donne, degli anziani e dei bambini di Castiglione delle Stiviere, organizza delle squadre di volontari spontanei per il primo soccorso medico ai feriti nella vicina battaglia di Solferino. Senza distinzioni di appartenenza all'uno o all'altro degli eserciti coinvolti (francesi e italiani vs. austriaci).»

Da questa esperienza Henry Dunant scriverà "Un souvenir de Solferino", il testo che cambierà per sempre, creerà, il diritto internazionale, infatti, sulla spinta della sempre maggior rilevanza del libro nei salotti intellettuali, l'anno seguente, a Ginevra, Dunant e altri quattro cittadini svizzeri fonderanno il Comitato dei Cinque, futuro CICR.

Nel 1864, a seguito dei lavori del Comitato dei Cinque, 14 stati firmeranno la Prima Convenzione di Ginevra, dando vita al diritto internazionale umanitario e alla Croce Rossa, ottenuta invertendo i colori della bandiera svizzera (croce bianca su fondo rosso) come riconoscimento del paese simbolo dell'idea di Neutralità. Creando così il simbolo storico, e tuttora in uso, di coloro che ogni giorno si dedicano al prossimo, a prevenirne e lenirne le sofferenze — da allora ad oggi, per 163 anni, lo scorso 8 maggio.


Il Movimento: 3 pilastri. Una missione.

Il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa si regge su tre componenti, tra loro distinte e indipendenti, ma coordinate: il CICR, la FICR e le Società Nazionali, inclusa quindi la Croce Rossa Italiana – CRI.

Il CICR, Comitato Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, è l'organismo originario, direttamente figlio del Comitato dei Cinque: opera nei conflitti armati, assicura un giusto trattamento dei prigionieri di guerra, agisce da intermediario di assoluta neutralità tra le parti in conflitto.

La FICR, Federazione Internazionale di Croce Rossa, fondata mezzo secolo dopo, nel 1919, coordina le 193 Società Nazionali in occasione delle più grandi emergenze, sia nazionali che non: catastrofi naturali, crisi sanitarie, ecc.

In parole povere: il CICR agisce con neutralità a garanzia di tutti, anche dove le armi sparano. La FICR entra quando la natura porta sofferenza o dove le società {ndr, intendibile sia come le S.N. che come i singoli paesi, ergo le comunità} falliscono.

Da ultimo, e decisamente non per importanza: le Società Nazionali, una sola per paese, riconosciute dal CICR e dai governi nazionali, che anche laddove siano ausiliarie dei pubblici poteri sono chiamate — e così riconosciute dai governi — ad essere completamente autonome nel rispetto dei 7 Principi che guidano il Movimento.


I 7 Principi: non slogan, ma storici impegni.

Adottati nel 1965 in occasione della 20ª Conferenza Internazionale, guidano il Movimento e la sua azione in ogni campo.

  • Umanità: principio-madre e storico, prevenire e alleviare la sofferenza umana ovunque questa si trovi, senza distinzione.

  • Imparzialità: perché l'aiuto sia dato con precedenza solo a chi più ne necessita e chi più soffre, e non sulla base di sesso, nazionalità, religione, opinioni.

  • Neutralità: perché il Movimento, per essere accettato da tutti, non deve schierarsi con nessuno, né nella norma né durante i conflitti armati.

  • Indipendenza: affinché le Società Nazionali, anche quando individuate dentro gli apparati dei singoli governi, non siano a questi sottomesse; affinché agiscano sempre nella totale libertà di scelta e di azione secondo la sola guida dei 7 Principi stessi, nelle forme e nei limiti delle leggi degli stati, ma mai contrariamente ai Principi.

  • Volontarietà: perché il Movimento è mosso dal volere di tutti i singoli che lo compongono, non da ricatto, non da profitto.

  • Unità: per operare coordinatamente, in ogni paese vi può essere una sola Società Nazionale.

  • Universalità: tutte le Società Nazionali sono tra loro pari ed eguali, in diritti e doveri — da ognuno in forma di quanto può, a ognuno in forma di quanto necessita.


La Croce Rossa Italiana: tra le più antiche, tuttora tra le più attive.

Fondata il 15 giugno 1864, nasce in un contesto di assoluta particolarità, a metà dell'unificazione, con un'Italia lacerata e separata da ferite, sia fisiche sia morali, garantendo però, sin da subito, un'unità e una collaborazione senza eguali sul nostro territorio.

Attualmente organizzazione di volontariato dal 2017, prima ausiliare dei pubblici poteri, ancor prima corpo morale dal 1884.

Però, a 163 anni dalla fondazione, cosa significa essere Croce Rossa, cosa significa indossare la divisa ogni giorno per chi ne fa parte? Ho voluto chiedere l'opinione di alcuni volontari, amici e colleghi -essendo io stesso volontario della CRI. Le loro risposte, brevi, semplici e genuine, dicono in poche parole ciò che la Croce Rossa vuol essere da 163 anni: una fonte di umanità anche nei periodi più bui. Inoltre ho avuto la fortuna di poter porre queste domande anche a Edoardo Italia, Vice Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Rappresentante dei Giovani.

Prima voce — Joy Agwabiri, Comitato di Livorno

Qual è il tuo principio preferito?

«È quello dell'imparzialità.»

Saprei dirmi il perché della scelta?

«Perché non sempre è qualcosa che riusciamo ad applicare nella nostra vita.» La tua attività preferita in comitato?

«La mia attività preferita penso sia l'infermeria di strada.»

Come mai?

«Perché mi piace preparare i pacchi e andare dai senzatetto — aiutarli, ascoltarli per le loro necessità. Perché non sempre hanno bisogno semplicemente del cibo: vogliono qualcuno che faccia loro compagnia e che empatizzi con loro.» Che senso ha per te la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa nel 163° della fondazione?

«Secondo me la Croce Rossa è un punto di riferimento in questi tempi, ma anche una guida, un esempio per gli altri. Per me è una famiglia, un luogo in cui posso essere me stessa e apprezzare anche le piccole cose che svolgo nella mia quotidianità.»


Seconda voce — Gaia Ceccarelli, Comitato di San Marcello Pistoiese

Qual è il tuo principio preferito?

«Il mio principio preferito è l'imparzialità, perché credo che tutti debbano essere aiutati in egual modo.»

La tua attività preferita nel tuo comitato?

«Ce ne sono diverse, ma penso che sia il volontariato in emergenza — perché è una delle attività con cui puoi aiutare in prima persona, effettivamente, l'altra persona.»

Che senso ha per te la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa al 163° della fondazione?

«Secondo me è un faro in questi tempi bui che ci sono oggi.»


Terza voce — Edoardo Carrara Cagni, Comitato di Lucca

Qual è il tuo principio preferito della Croce Rossa?

«Umanità.»

Perché?

«Perché credo che sia ciò che contraddistingue questa associazione.»

La tua attività preferita all'interno del comitato?

«Le attività verso la gioventù.»

Come mai?

«Perché mi permettono di mettermi in contatto con i giovani del territorio e di diffondere l'associazione e i suoi valori.»

Qual è secondo te il senso della Croce Rossa, della Mezzaluna Rossa e del Movimento a 163° anni dalla fondazione?

«Direi il rappresentare un punto di riferimento per il territorio.»

Quarta voce — Edoardo Italia, Comitato di Crescentino, Vicepresidente nazionale CRI e Rappresentante dei giovani

Qual è il tuo principio preferito?

«Il mio principio penso che sia l'umanità.»

Come mai?

«Proprio perché è il mio principio fondamentale, ma anche perché è quello che un po' smuove il mondo. E spero che non solo in Croce Rossa ma anche fuori dalla nostra associazione sia un principio fondamentale per il futuro della nostra terra.»

La tua attività preferita?

«I campi estivi — che ormai faccio tutte le estati da quando ho quattordici anni, ora ne ho trenta. Anche quest'anno tornerò a fare il mio campo estivo: una settimana immerso nella natura con i più piccoli, a divertirmi e fare il volontariato che amo.»

Qual è per te il senso della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa al 163° dalla fondazione?

«In questo momento storico complicato, con varie vicissitudini, l'avere ancora oggi questo punto di riferimento in tutto il mondo — il Movimento internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa — non è nient'altro che uno spiraglio di luce e di umanità in questo mondo complesso.»



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Le opinioni riportate negli articoli di questo blog non riflettono necessariamente le posizioni ufficiali dell’UNICEF ma sono espressione libera dei e delle giovani Bloggers

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