11 febbraio - La Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza
- Irene De Vita
- 2 giorni fa
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di Irene De Vita
In un mondo in cui l’economia, la società, la cultura e la politica sono ormai mediati dallo sviluppo tecnologico sempre più all’avanguardia, diventano fondamentali la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica per l’innovazione e la ricerca. Sono le discipline STEM, che richiedono continue evoluzioni nella formazione professionale. Tuttavia, donne, ragazze e bambine sono ancora fortemente sottorappresentate in questi settori.
Proprio per questo l’11 febbraio si festeggia la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza (carriere STEM), al fine non solo di ricordare l’importanza delle donne che hanno fatto da pioniere scrivendo la storia attraverso la ricerca scientifica, ma anche per promuovere la parità di genere incoraggiando bambine e ragazze ad intraprendere questa strada ed esaudire i loro sogni e desideri, fornendo sempre più modelli di riferimento che vadano a colmare le disparità.
Quest’ultime, purtroppo, si riflettono nelle disuguaglianze nell’accesso all’istruzione e al mondo del lavoro. L'UNICEF, in linea con la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’infanzia e dell'Adolescenza, promuove l’accesso equo alle STEM ritenendolo non solo una questione di giustizia, ma anche una necessità per costruire un futuro inclusivo, innovativo e sostenibile. Da chi partire se non dalle giovani studentesse? Ce lo ricordano anche gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 riguardo l'istruzione di qualità e la parità di genere (obiettivi n° 4 e 5).
Contro la disparità di genere, ostacoli da superare e modelli di riferimento
Diversi studi dimostrano che quando le ragazze vengono sostenute nello studio delle carriere STEM l’intera società ne beneficia in quanto aumentano la ricerca, le competenze, le soluzioni innovative fondate su più punti di vista e la capacità di affrontare sfide globali in tutti i campi della scienza, della tecnologia, ma anche ad esempio dell’ambiente e della medicina, come il cambiamento climatico, la povertà e la salute pubblica.
Nonostante ciò, gli ostacoli che si presentano nell’abbattimento della disparità di genere riguardano sia le sue cause che le sue conseguenze.
Ostacoli come stereotipi di genere, accesso limitato all’istruzione, disuguaglianze economiche, pressioni familiari e culturali e mancanza di modelli femminili - solo per citarne alcuni - sono purtroppo ancora presenti in diverse regioni del mondo.
A livello globale, circa 125 milioni di ragazze e bambine non frequentano la scuola. Sebbene molte inizino l’istruzione primaria, meno della metà prosegue nella secondaria, dove si acquisiscono le conoscenze e si sviluppano le competenze STEM.
La disparità però non si presenta solo al momento dell'accesso all'istruzione; infatti, quando prendiamo in considerazione il livello di performance, in molti Paesi non esistono differenze di rendimento tra maschi e femmine in matematica e scienze. Le vere barriere sono economiche, sociali, culturali e, nel mondo contemporaneo, digitali.
Si è riscontrato infatti che nei Paesi a basso reddito il 90% delle ragazze non ha accesso a Internet e solo il 65% possiede competenze digitali di base, questo perché hanno meno probabilità di possedere dispositivi tecnologici. Questo non va però a danneggiare i risultati che le bambine, le ragazze e le donne possono ottenere nell'applicazione delle loro abilità usando i dispositivi in quanto, se viene dato loro accesso alla tecnologia, il divario di competenze quasi scompare.
Diventa evidente quindi come la questione vada gestita alla radice, combattendo gli stereotipi di genere che influenzano ogni giorno l'autostima delle studentesse, i comportamenti degli insegnanti e le aspettative familiari e culturali che si rifanno sulle scelte professionali e scolastiche.
L'UNICEF svolge un ruolo chiave nel promuovere l’istruzione in modo inclusivo, sostenendo politiche che favoriscono la partecipazione femminile nei settori scientifici.
Infatti è fondamentale agire e intervenire promuovendo e garantendo su scala globale un'educazione a tutti gli studenti e le studentesse riguardo le disparità di genere e riguardo le carriere STEM; una formazione delle e degli insegnanti in quanto figure più vicine quotidianamente alle bambine e alle ragazze con lo scopo di educarle; il coinvolgimento attivo delle famiglie a dimostrazione che sia possibile non solo combattere il divario lavorando su stereotipi e pregiudizi ma anche facendo informazione sul mondo delle scienze.
Sono attivi diversi programmi dell'UNICEF e dell'UNESCO, anche in collaborazione con aziende importanti del settore a tutela della questione, come Skills4Girls e SAGA, o con piattaforme elearning come Learning Passport. Tutti volti a promuovere lo sviluppo di competenze digitali e della leadership e l'accesso all'istruzione e alla formazione digitale, anche in contesti di crisi.
Resta ovviamente di fondamentale importanza la rappresentazione femminile moderna e contemporanea che fornisce dei modelli di riferimento per bambine e ragazze le quali, nonostante gli ostacoli, trovano delle guide in donne che si sono impegnate e si impegnano ogni giorno nel combattere questo problema, dando speranza a bambine e ragazze dimostrando quanto sia fondamentale il loro intervento nel mondo. Basti pensare a quello che sono state Rita Levi Montalcini, Marie Curie, Katherine Johnson, Grace Hopper, Ada Lovelace e Samantha Cristoforetti nella ricerca scientifica, nelle evoluzioni informatiche e nella programmazione aerospaziale. Hanno spianato per tutta la vita la strada a tutte le giovani studentesse facendo vedere al mondo intero le potenzialità delle donne in questi settori.
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