La storia a metà: i programmi scolastici hanno cancellato le donne
- Irene Lobello
- 15 ore fa
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di Irene Lobello
Sfogliando i libri di testo di scuola, quanti spazi dedicati ad autrici, artiste, filosofe, rivoluzionarie o scienziate si trovano?
Pochissimi, se non nessuno.
Quasi mai nel capitolo sulla Rivoluzione francese si approfondisce Olympe de Gouges e la sua Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, così come nelle pagine sull’Impressionismo non si parla di Berthe Morisot, nonostante sia una delle fondatrici del movimento nato al Café Guerbois.
Così nei programmi di letteratura italiana la sottorappresentanza delle donne è netta: il saggio Fading Away: Women disappearing from literature textbooks di Marianna Orsi rileva che la presenza di autrici si attesta tra il 2,7% e l’8,8% nei manuali delle scuole superiori.
Virginia Woolf scriveva che ”Se vuole scrivere romanzi, la donna deve avere del denaro e una stanza tutta per sé”.
Non solo per millenni questa possibilità le è stata negata, ma si è anche attuata una sistematica invisibilizzazione delle voci e dei risultati conseguiti dalle donne, al fine di mantenere come unico e dominante archetipo quello androcentrico.
In ambito scientifico la storica M.W. Rositter ha coniato l’espressione “effetto Matilda”: il deliberato oscuramento delle scoperte femminili accompagnato anche dall’attribuzione del merito ai colleghi uomini. Esempio più noto è la scoperta della doppia elica del DNA di Rosalind Franklin e il Nobel di Watson e Crick, ma i casi sono numerosi e studiarli è un atto di giustizia per tutte coloro che sono state private del nome e dei premi.
La necessità di una riforma dei programmi scolastici, con l’inclusione delle donne, serve tanto alle ragazze che ai ragazzi. Le prime troverebbero così, nel luogo che dovrebbe formarle e motivarle, dei modelli e degli esempi a cui rifarsi, nonché ispirazione e incoraggiamento nell’affrontare un mondo ancora improntato su un paradigma maschile.
Per i ragazzi, invece, avere una rappresentazione completa della storia, delle scienze e delle arti è già presa di consapevolezza del merito e della leadership femminile, per essere pronti a costruire sin da giovani una società naturalmente fondata sul riconoscimento del valore reciproco.
Ma tale cambiamento è fondamentale anche per la completezza della visione del mondo non solo insegnata, ma anche trasmessa e tramandata, che non può continuare a rimanere una narrazione ad una sola voce.
La progettazione e realizzazione di queste istanze è stata assunta come obbiettivo dal Progetto Polite (Pari Opportunità nei LIbri di TEsto), partito da alcuni Paesi europei a seguito della Conferenza mondiale sulle donne di Pechino promossa dalle Nazioni Unite. Lo scopo di un'equa rappresentazione nei manuali è stato perseguito attraverso il coinvolgimento dell'Associazione Italiana Editori (AIE), con lo sviluppo e l'adozione nel 2010 un Codice di autoregolamentazione degli editori. Analizzando però la situazione attuale, risultano ancora profonde le lacune dei programmi e libri scolastici.
Il tradizionale immobilismo e la lentezza del cambiamento nel sistema scolastico italiano si contrappongono alla rivoluzione culturale in atto negli ambiti del sapere e nella società, attraverso la riscoperta delle figure femminili del passato. Ne è un esempio il libro Le appassionate (2025) , in cui Simonetta Fiori e Maria Novella De Luca raccolgono dieci interviste a donne che hanno segnato il loro presente con le parole e i fatti: dalla lotta partigiana alla medicina, fino ai vertici della giurisprudenza.
Anche per questo, l'anacronistica discrepanza tra la realtà storica e la narrazione scolastica rende la questione dei libri di testo non una richiesta di inserimento di quote “rosa”, bensì un urgente atto di onestà intellettuale per le generazioni passate e future, per una storia completa.
Fonti
-Fading Away: Women disappearing from literature textbooks di Marianna Orsi, tratto da Female Cultural Production in Modern Italy a cura di Sharon Hecker e Catherine Ramsey-Portolano
-Le appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro di Maria Novella De Luca e Simonetta Fiori



