La luce della pace
- Andrea MACCARRONE
- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min

Credits: Andrea Maccarrone
di Andrea Maccarrone
Da poco è passato dicembre, anche se con le tante notizie di guerre, violenze e povertà, il Natale non si è mai sentito così lontano.
Ma siamo sicuri che non ci sia niente di positivo che possa rallegrare un po’ i nostri cuori e regalarci un sorriso, portando un barlume di pace?
Da molti anni ormai, anche se non tutti lo sanno, si diffonde nei cuori dei credenti, riponendo speranza, la luce della Pace.
Nascita e storia del viaggio della luce della Pace
La Luce della Pace da Betlemme nacque come parte dell'iniziativa di beneficenza della radiotelevisione nazionale austriaca ORF, Österreichischer Rundfunk, chiamata "Licht ins Dunkel" ("Luce nel buio"). Nell’ambito di tale iniziativa si raccolsero offerte spontanee che furono devolute per aiutare bambini invalidi, emarginati sociali, ma anche stranieri bisognosi. Nel quadro di questa iniziativa di beneficenza, la ORF, per la prima volta nel 1986, ha dato vita a questa “Operazione Luce della Pace da Betlemme”, pensando alla tradizione natalizia.
Diffusione della luce della Pace
Poco prima di Natale, un bambino, venuto appositamente dall’ Austria, accende una luce dalla lampada nella Grotta di Natività a Betlemme che è poi portata a Linz con un aereo della linea austriaca. Da Linz con la collaborazione delle Ferrovie Austriache, la Luce è distribuita in tutto il territorio.
Dal 1986 gli Scout viennesi hanno deciso di collaborare alla distribuzione, mandando una delegazione ogni anno a Betlemme per accendere la fiamma, poi trasferita a Vienna, dove si tiene una cerimonia ecumenica e interreligiosa, mettendo così in pratica uno dei punti chiave dello scoutismo, l’amore per il prossimo espresso nella “Buona Azione” quotidiana.
“La pace non nasce dai grandi discorsi, ma dai gesti quotidiani: dallo sguardo che accoglie, alla parola che consola. In questa occasione non è chiesta una Pace imposta, ma raggiunta con gli sforzi della collettività. Ognuno si deve dedicare a rendere il proprio cuore, il primo luogo pacificato, libero dall’ansia e dal giudizio affrettato. Ciascuno si impegna a coltivare pensieri di Pace a chi gli è accanto, affinché non ci siano muri, ma solo ponti di confronto e accettazione. La pace deve diventare parte di tutti e ardere nei cuori, cosicché nessuna notte sarà mai davvero buia.”
Questo discorso è stato realizzato dal Clan AGESCI Maniago-Maniagolibero al momento della consegna della Luce della Pace da Betlemme ORF nella cerimonia internazionale di Linz.

Credits: Andrea Maccarrone
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme ha poi benedetto la Luce della Pace a Linz. Secondo lui è molto importante che questa Luce di Pace provenga da Gerusalemme, terra profondamente ferita. Si augura che ognuno sia questa luce, perché la pace passa attraverso i cuori delle persone. Ecco perché bisogna diffondere questo simbolo in tutto il mondo. Paragonandola ad un'aurora dopo una lunga notte, il senso del Natale non è un rifugio spirituale, o una fuga dal reale, ma innanzitutto una scuola di responsabilità.
La luce insegna che la pienezza del tempo non è una condizione ideale da attendere, ma una realtà da accogliere e trasformare. Con il suo discorso, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa manda un messaggio ai credenti: È Cristo stesso che rende pieno il tempo, abitandolo e trasfigurandolo. La luce di Betlemme non impone, ma apre cammini. Come i pastori del Vangelo, anche noi siamo chiamati a tornare alla nostra vita glorificando e lodando Dio, portando con noi ciò che abbiamo visto e udito. In questa notte santa, la Chiesa proclama che la speranza non è stata delusa. Dio è entrato nella nostra storia e non se n’è più andato. Ha scelto di abitare il tempo degli uomini perché nessuno si senta escluso.

Credits: Andrea Maccarrone
Importanza mondiale
Nel 1994 viene costituito un comitato spontaneo locale che a Natale partecipa fattivamente alla manifestazione per la Luce della Pace, accendendola a Vienna e portandola in Italia con un furgone fino a Trieste. Nel 1996 avviene la prima distribuzione a livello nazionale della Luce della Pace da Betlemme
La Luce in quell’anno tocca oltre 100.000 persone, 48 città e paesi.
Nel 2007 giunge finalmente a Palermo diffondendosi in tutta Sicilia grazie all’aiuto di cristiani e di gruppi scout. Quest'anno arriverà a Messina, arriverà a Giarre giorno 21 e da lì portata in tutte le parrocchie della zona. Tale lampada è mantenuta accesa grazie alle donazioni di olio da parte di tutte le Nazioni di fede cristiana, e non si è mai spenta da molti secoli. Solo nel 2024 a causa della situazione in Terra Santa, per la prima volta la Luce non viene direttamente da Betlemme, ma dal santuario di Gesù Bambino a Steyr, in Alta Austria, dove gli scout hanno conservato con cura la fiammella portata da Betlemme nel dicembre 2023. In questa circostanza, Papa Francesco ha parlato di una “terza guerra mondiale a pezzi”. Pezzi di guerra che non si risolvono con “pezzi di pace”, ma con una pace vera, duratura, efficace. Come la luce che non resta confinata in un angolo ma si diffonde ovunque.
Valore e significato della tradizione
Pace significa parlare tra di noi, essere attivi nelle nostre comunità, costruire qualcosa e insieme, lasciare il mondo un posto migliore di come lo abbiamo trovato. Ad aprire la cerimonia della consegna della Luce, arricchita da canti scout e da testimonianze di tutte le associazioni presenti, il segretario regionale del Masci Alberto Cuccuru, che ha ricordato, oltre ad Israele, la Palestina, l’Ucraina e la Russia, gli altri 55 Paesi nel mondo dove si combattono guerre spesso dimenticate, e i duemila comuni italiani che in questi giorni accolgono la Luce delle Pace. Essere come il Vangelo definisce i Beati non è cosa facile e richiede impegno, ha ribadito Cuccuru, ricordando il tema scelto per l’evento di quest’anno. Ma fa parte ormai dell'essere scout e diventa contagioso se lo si vuole. Costruire esempi di pace in un mondo che sembra aver perso questo valore, diventa un dovere, ma anche una gioia che porta serenità. “La vera felicità è procurare felicità agli altri”. Certo parlare di felicità quando si vede distruzione, guerre, non è molto compatibile però l'obiettivo è quello di lasciare un messaggio rafforzandolo con la posizione centrale del luogo di incontro e diffusione della Luce in Italia, al Campidoglio. Forse questo “fare felicità” non cambierà nulla, a livello concreto, però possiamo coltivare un sogno, cercare di creare un clima di fraternità.
Appunto per questo la luce della Pace va diffusa a più gente possibile: ricchi e poveri, istruiti e non, bianchi e neri, religiosi ed atei...
La Pace è patrimonio di tutte e tutti e la Luce deve andare a tutte e tutti.
La pace deve essere uno stile di vita che comincia prima da noi stessi per questo gli Scout e le associazioni cristiane mondiali hanno il compito di ricevere la Luce della Pace e diffonderla nelle varie parrocchie del territorio spiegando la storia della Luce così da fare conoscere il suo valore e significato invitando ognuno a portarlo nella propria casa per condividerla secondo il messaggio cristiano e avere il suo effetto benefico per non dimenticare che anche nell’oscurità di questa società caratterizzata da brutte notizie si può ritrovare un barlume di luce e speranza.

Credits: Andrea Maccarrone

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FONTI:
Una pace fragile – Luce della Pace da Betlemme https://share.google/uof87TmEHmFOCFYRx
“Fare pace rende felici”: gli scout portano la Luce di Betlemme in tutta Italia https://share.google/8YLRMM0gZIpFbXW9V https://share.google/CSnOqdx6I23NBIw1c



