• Victoria Romano

IL MIO FUTURO, IL NOSTRO FUTURO Lettera ai leaders dell'African European Summit 2020

Aggiornato il: ott 13



Oggi andando a scuola guardo fuori dal finestrino del mio bus e pensando alle opportunita’ e ai progetti che questo nuovo anno mi portera’, sono eccitata e contenta ma allo stesso tempo mi sento anche un po’ intimorita dalle possibilita’ di scelta che ho. Sapro’ fare le scelte giuste per il mio avvenire? Sapro’ essere all’altezza delle aspettative? Riusciro’ a trovare un lavoro interessante e soddisfacente?


Scelte, possibilita’, aspettative, avvenire….parole quasi scontate nella vita di una ragazza come me.


Da quando sono un volontario Unicef, pero’, ho capito che purtroppo io appartengo ad una piccola, piccolissima minoranza di giovani nel mondo a cui e’ permesso di imparare, progettare, sognare il loro futuro. E che sicuramente e’ solo un caso che io sia nata in queste circostanze, e che da qualche parte nel mondo c’e’ sicuramente una giovane donna con piu’ talento di me alla quale pero’ non sono state date le mie stesse opportunita’.


Una giovane donna che deve rinunciare ai suoi sogni perche’ le circostanze non le permettono di realizzarli, perche’ magari sta sopravvivendo ad una guerra, perche’ si trova in un campo di rifugiati, o vive in condizioni di poverta’ estrema in un angolo del mondo, o perche’ e’ vittima di violenza, o semplicemente perche’ non ha nessuno che possa darle la giusta ispirazione e la guida di cui ha bisogno.


E’ putroppo un dato di fatto che la maggioranza dei bambini e dei giovani nel mondo non hanno ancora un accesso garantito all’istruzione né vengono supportati nel proseguimento dei loro studi ai livelli piu’ alti del sistema scolastico.


Nell’ultimo rapporto dell’OCSE risulta chiaro che anche in Italia, nel nostro splendido paese, culla delle civilta’ piu’ avanzate, ancora oggi, semplicemente se sei uno straniero, se sei una donna, se non vieni da una famiglia con gia’ un alto livello di istruzione, allora le tue chance di scalare il sistema e raggiungere piu’ alti livelli di istruzione sono decisamente basse.

Questa discriminazione quindi nasce gia’ da bambini e cresce all'interno delle famiglie e della comunità.

Sebbene il Diritto all’Educazione sia sancito nella nostra Costituzione e nella Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, la sua realizzazione definitiva e’ ancora lontana a venire.

Non dobbiamo dimenticare che la povertà culturale ed educativa influenza drammaticamente la qualità di vita attuale e futura dei bambini, precludendo loro la possibilità di sviluppare le competenze cognitive necessarie per poter crescere e vivere nella società contemporanea e per accedere al mondo del lavoro.


Essa influisce, inoltre, sullo sviluppo di abilità “non cognitive” quali la motivazione, l’autostima, la comunicazione, l’empatia, le relazioni con gli altri e col mondo, privando le ragazze e i ragazzi della capacità di realizzare i propri sogni e di conquistarsi un futuro migliore.

Sappiamo che la durata e la qualita’ dell’insegnamento ricevuto a scuola ha un impatto tremendo sul successo nel mondo del lavoro dei giovani e sappiamo che lo stipendio medio di un laureato in Italia e’ di circa il 50% piu’ alto che quello di un diplomato nel medio periodo.

Inoltre, la pandemia Covid-19 ha purtroppo ulteriorimente aggravato questo quadro, mettendo in ginocchio il nostro sistema scolastico così come e’ strutturato e portando all’attenzione di tutti questa situazione che sta diventando per il nostro paese una vera e propria emergenza.


E’ giunto il momento di ribaltare il punto di vista, e’ giunto il momento di fare rumore e portare all’attenzione del mondo questa realta’.

Per questo mi faccio portavoce di tanti adolescenti che come me credono nella necessità di costruire un mondo più equo che consideri l'educazione come chiave per un futuro migliore, e ai leader dell'African European Summit chiedo di porre in essere progetti e iniziative che abbiano come obbiettivo quello di garantire l'uguaglianza delle condizioni di partenza dei giovani e lo sviluppo delle capacita' di ciascuno.


Come si puo’ essere focalizzati soltanto sulle ragioni del mercato e pensare che la nostra economia cresca, che la nostra societa’ progredisca senza adeguati investimenti per costruire le necessarie competenze nella popolazione dei giovani piu’ svantaggiati?


E’ necessaria una redistribuzione delle risorse in modo che il tema dell’educazione venga rimesso al centro per tutti. E’ una necessita’ sociale che portera’ in seguito i suoi frutti, migliorando la qualita’ della vita di molti e sostenendo la crescita del nostro paese.


Uno stato che non investe sui propri giovani e’ uno Stato che non guarda al Futuro.


Chiedo ai leaders mondiali che si impegnino affinchè tutti i giovani, non solo nel mio paese, possano avere un giorno le stesse opportunita’ di ricevere un'istruzione di qualità e di poter accedere al mondo del lavoro con la stessa preparazione e le stesse opportunita’. E chiedo che il loro sia un impegno concreto, che possa portare un reale passo avanti per costruire insieme il nostro futuro.