#Cool but not cool: Riflessione sull'Appropriazione Culturale


E’ appena passato Halloween e magari vi siete mascherati da capo Sioux, da Geisha o da Pocahontas... l’ho fatto anch'io in passato e mi sembrava di essere molto cool... certamente non ho pensato che quel mio comportamente potesse essere offensivo per qualcuno.

Poi recentemente ho scoperto che esiste un tema molto dibattuto, soprattutto nei paesi anglosassoni, e che riguarda "l'Appropriazione Culturale". Ad esempio, in Nuova Zelanda (dove e' nato mio padre e dove io sono vissuta per alcuni anni), l'appropriazione culturale e' da sempre al centro del rapporto fra la popolazione indigena Maori e gli inglesi che hanno scoperto questa terra nel 1800.


Che cosa significa questo concetto che sembra difficile anche solo da pronunciare?


L'appropriazione culturale avviene quando una cultura dominante prende spunti e contenuti da un'altra cultura in maniera un po’ frivola e superficiale, mettendo in essere una sorta di ‘spoliazione’ del valore storico o religioso di certe tradizioni o fatti artistici, ricadendo in stereotipi razzisti e irrispettosi.


Una "cultura dominante" è la cultura più visibile e accettata all'interno di un certo contesto, e infatti non e’ un caso che il tema sia molto sentito nei paesi dove forte e’ stata l’impronta della colonizzazione, dove per secoli si e’ privilegiata una cultura a scapito di un’altra, e il tema della discriminazione e’ in essi un fenomeno strutturale.


Pensiamo ad esempio ai costumi dei Nativi Americani, con le loro bellissime piume colorate, come sono stati nel corso dei secoli spesso banalizzati e ridicolizzati, in modo da diventare dei meri stereotipi, articoli da acquistare per pochi euro su Amazon il giorno prima di una festa.


Sicuramente tutti abbiamo in mente almeno una copertina di una rivista con una celebrità vestita da Geisha che, per seguire la moda del momento, indossa il Kimono e I suoi accessori in modo completamente decontestualizzato e possibilmente anche offensivo di tradizioni e storia millenarie.


Oppure, quando Kim Kardashian sfoggia una stupenda pettinatura afro su Instagram, nessuno di noi pensa che quella pettinatura era utilizzata dalle schiave delle piantagioni americane per disegnare una mappa delle vie di fuga dall’oppressore.


Tutti noi poi seguiamo le nostre star preferite e I loro meravigliosi outfit ogni anno ad Aprile per il Festival di Coachella. Anche qui il tema dell’appropriazione culturale e’ molto evidente, ma nessuno di noi effettivamente lo nota.


Parlando di vestiti e di moda, in una delle ultime Fashion Week di Milano. Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, e’ stato molto criticato perché, ha fatto indossare ai suoi modelli bianchi turbanti Sikh, hijab, bindi, ornamenti provenienti dal mondo orientale e arabo. Il brand è stato accusato di appropriazione culturale, cioè di aver decontestualizzato e oggettificato elementi sacri di culture minori trasformandoli in accessori di alta moda per il solo scopo del profitto.

Certo si potrebbe dire che questi sono semplicemente degli omaggi a quelle culture e che tutto cio’ e’ il bello di una società multiculturale. Ma nel frattempo i membri di quelle stesse comunità, che indossano gli stessi oggetti nella loro vita quotidiana, vengono aggrediti, discriminati e magari emarginati per questo.

Pensiamo ad Elvis e alla sua ‘appropriazione’ della musica afroamericana, o I dipinti di Gauguin dove raffigura le donne tahitiane.

Giusto.

Infatti per fortuna non tutti gli scambi culturali corrono il rischio di definirsi “appropriazione”.

Cosa e’ quindi che fa la differenza?

Se consultiamo Wikipedia, troviamo che nell’appropriazione culturale si fa riferimento ad una “particolare dinamica di potere”.


Io credo però, che nel nostro modo di ragazzi, due sono gli elementi su cui dobbiamo mettere l’accento per navigare questa problematica nel modo migliore: l’istruzione e il rispetto.


Dobbiamo tutti noi cercare di sviluppare una migliore sensibilità quando ci avviciniamo a temi delicati, anche per motivi che ci possono sembrare futili o quando ci viene da dire ‘non ci vedo niente di male’. Questa sensibilità puo’ nascere solo dall’informazione e dallo studio delle origini di certi simboli e di certe tradizioni e soprattutto dal rispetto che dobbiamo nutrire nei confronti di tutte le culture diverse dalla nostra.


Se desideriamo assicurare la pace e la felicità di tutti abbiamo bisogno di coltivare un sano rispetto per la diversità dei nostri popoli e delle nostre culture, fondato sulla comprensione di questa fondamentale identità di tutti gli esseri umani. (Dalai Lama)

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