La Giornata Internazionale dell'Istruzione
- Chiara Siragusa

- 4 giorni fa
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di Chiara Siragusa e Iacopo Monti
Istituita nel 2018 attraverso la Risoluzione 73/75 dell’Assemblea Generale, la Giornata Internazionale dell’Istruzione ha lo scopo di evidenziare l’importanza di un’istruzione di qualità equa e inclusiva, riconoscendone il ruolo cruciale ai fini di uno sviluppo sostenibile, per la pace e per l’inclusione sociale.
L’importanza del diritto all'istruzione come diritto umano fondamentale venne sancita dapprima nel 1948, all'articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e successivamente nel 1989 con la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, agli articoli 28 e il 29.
L’articolo 29 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza insiste sull’importanza di percorsi di istruzione «child-centred, child-friendly and empowering» (centratə sullə bambinə, accogliente per chi è bambinə e capacitante) e per questo il Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza afferma che:
“L’obiettivo è quello di responsabilizzare il bambino sviluppando le sue capacità, il suo apprendimento e le altre competenze, la dignità umana, l’autostima e la fiducia in sé. L’educazione, in questo contesto, va ben oltre la scuola formale e comprende l’ampia gamma di esperienze di vita e processi di apprendimento che permettono ai bambini, individualmente e collettivamente, di sviluppare la loro personalità, i loro talenti e le loro abilità, e di vivere una vita piena e soddisfacente all’interno della società.”.
Il principale obiettivo è il «development of the individual child’s personality, talents, and abilities», cioè lo sviluppo della personalità del bambino, delle sue abilità fisiche e mentali, dei suoi talenti, il rispetto dei diritti umani, dei genitori, della cultura nazionale di appartenenza e di quella degli altri paesi del mondo.
Dal 2015, anno di approvazione dell’Agenda 2030, anche l’SDG 4 (Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile) attraverso i suoi targets mira a garantire un’educazione di qualità e accessibile a tutti.
Infatti, dal 2015 sono 109 milioni i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze che hanno iniziato e completato un percorso scolastico, facendo aumentare nel 2024 del 3% il tasso di completamento del percorso scolastico per la scuola primaria a livello globale, del 4% per la secondaria inferiore e del 7% per la scuola secondaria superiore.

Tuttavia, sono ancora 272 milioni i/le minorenni che non hanno accesso ad un’istruzione scolastica. Secondo i dati ONU, il 36% dei minorenni dei Paesi a basso reddito non frequenta la scuola, di cui la maggior parte dell’Africa Sub-Sahariana, a differenza del 3% dei Paesi ad alto reddito; dunque, persistono profonde disuguaglianze dal punto di vista geografico ed economico.
Dalle condizioni delle infrastrutture scolastiche emergono disparità economiche: a livello globale, il 20% delle scuole primarie ancora non ha accesso a servizi igienici, acqua potabile ed elettricità, beni di prima necessità in un ambiente scolastico dignitoso; inoltre, nei Paesi in via di sviluppo, un terzo delle scuole non possiede servizi igienici di base, più della metà è sprovvista di elettricità e solo una scuola su cinque offre infrastrutture apposite per bambini/e con disabilità.
Un dato positivo è sicuramente rappresentato dal tasso di alfabetizzazione giovanile, che a livello mondiale è cresciuto del 2% dal 2014 al 2024, con miglioramenti sostanziali soprattutto in Africa Sub-Sahariana ed in Asia centrale e meridionale.
I governi a livello globale hanno concordato di ridurre questo numero di 165 milioni entro il 2030, ma ciò richiederebbe un intervento massiccio, stimato intorno ai 100 miliardi di dollari l’anno, fondi che attualmente nessuno sembra veramente disposto a investire — investire, perché l’istruzione è un investimento sul futuro.
In Italia la dispersione scolastica è scesa dal 12% nel 2021 all’8,5% nel 2025, anticipando anche gli obiettivi posti a livello europeo per il 2030, ma nonostante queste prime conquiste, si tratta di un percorso complesso, su cui investire e lavorare costantemente. È necessario assicurare alle nuove generazioni la possibilità di crescere e migliorare attraverso istituzioni e luoghi che possano accompagnarci dall’inizio alla fine, per scoprire o evidenziare le nostre potenzialità.
Nelle nostre scuole sono 360mila gli studenti con una disabilità certificata, ma tuttavia persistono barriere e limitazioni strutturali e sistematiche per garantire loro un accesso equo ad un’istruzione di qualità. La carenza di insegnanti di sostegno adeguatamente formati, la mancanza di sistemi di supporto strutturati e un uso limitato di strumenti digitali, indispensabili per facilitare il percorso di apprendimento di questi studenti, riducono le opportunità di apprendimento dello studente.
L’inclusione risulta ancora essere un aspetto da migliorare nelle nostre scuole, poiché solo attraverso percorsi e strutture davvero inclusive potrà realizzarsi la sfida di un’istruzione di qualità per tutti.
Per andare oltre i dati e comprendere a fondo la situazione in Italia, abbiamo deciso di intervistare Sergio Angarano, Presidente del Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana:
“La Giornata Internazionale dell’Educazione non è solo una data sul calendario, perché l’educazione è qualcosa che incide ogni giorno sulla nostra vita e sul nostro futuro. Questa giornata serve a ricordarci che il diritto allo studio non è scontato e che una scuola di qualità è la base per ridurre le disuguaglianze, costruire cittadini consapevoli e dare a tutti le stesse opportunità. Non celebra il passato, ma richiama una responsabilità presente: investire davvero nell’educazione”
Un’altra sfida odierna, secondo Sergio Angarano, è rappresentata dall’AI e dal suo utilizzo consapevole nei percorsi di apprendimento: “In un’epoca di intelligenza artificiale la scuola deve proteggere e coltivare soprattutto ciò che non può essere automatizzato: il pensiero critico, la capacità di relazionarsi con gli altri, l’empatia, il senso etico e la creatività. La tecnologia è uno strumento potente, ma senza consapevolezza rischia di essere usata in modo passivo. La scuola deve insegnarci a fare domande, non solo a trovare risposte”.
Garantire il diritto all’istruzione vuol dire assumersi una responsabilità collettiva, necessaria per ridurre le disuguaglianze, per promuovere una cittadinanza consapevole e uno sviluppo sostenibile. L’educazione, oggi più che mai, non è solo un obiettivo da raggiungere ma un investimento consapevole per il futuro della società e delle nuove generazioni.
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