Credere




Immagina di raccontare che un uccellino ti ha fatto la cacca addosso mentre camminavi per strada, e che la prima risposta dei tuoi ascoltatori sia: è colpa tua, chi ti ha detto di camminare per strada? Mostrami la prova che non volevi davvero che l'uccellino ti usasse come bagno. Assurdo, vero?


È quanto accade in larga misura alle vittime che osano denunciare la violenza, sia essa sessuale, fisica, per non parlare di quella psicologica (che, per il fatto di non essere visibile, si crede inesistente). La prima reazione per molte persone è cercare la responsabilità della vittima per il proprio abuso.


Questo pero’e’ uno dei motitvi per il quale poche vittime denunciano, ed è comprensibile che le vittime non vogliono alzare la voce, se oltre alla sofferenza per l'abuso, devono aggiungere quella dei processi nei quali è trasferita la colpa a loro.


Mentre l'aggressore è protetto dal silenzio, ha l'opportunità di ricreare la sua figura più e più volte, fungendo d'esempio a tutte le figure dentro alla situazione violenta, e rendendo così la violenza un tipo di eredità.


Qual è la cosa che può aiutare a fermare la violenza?

Semplice ma importantissimo: Che il primo passo di qualsiasi persona ai confronti di una denuncia o confidenza di violenza subita, sia credere, e poi supportare nel modo giusto.


Tutti, ma specialmente noi donne abbiamo bisogno e meritiamo una comunità che creda prima di tutto nella vittima, e supporti il ​​processo di ricerca di aiuto e denuncia seguendo la volonta della sopravvissuta.



#CrediAllaVittima #NOGIUDUZIO #SIAIUTO #belivesurvivors



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