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Bugonia: una critica all’impatto devastante dell’uomo sull'ambiente o la cinica rappresentazione della fine a cui siamo destinati?

Credits: Wix media
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di Amalia Lo Bianco

Ancora una volta Yorgos Lanthimos spiazza il suo pubblico con un film surreale.


Il 23 ottobre 2025 è uscito in Italia Bugonia, l’ultimo film di Yorgos Lanthimos. Amici e familiari mi avevano parlato di quanto fosse ambiguo, soprattutto per il finale, così i ho deciso di andare al cinema a vedere come fosse questa pellicola di cui stavano parlando tutti. Condivido con voi i miei punti di vista e la mia interpretazione, perchè è un film che mi ha fatto molto riflettere, soprattutto sulle tematiche ambientali.


Bugonia è un remake e una reinterpretazione di Jigureul jikyeora! (Save the Green Planet!), un film realizzato nel 2003 dal regista sudcoreano Jang Joon-hwan. Per tutta la sua durata il film è caratterizzato da un'aria inquietante e malinconica, che avevo percepito pure in Poor Things! e Kinds of Kindness.


Lanthimos ha scelto nuovamente Emma Stone tra i personaggi principali, stavolta nei panni di Michelle Fuller, la CEO di un’importante azienda farmaceutica. Teddy (Jesse Plemos) e Don (Aidan Delbis) rapiscono Michelle perché credono che sia un’aliena, in particolare un’Andromediana, che sta causando la Sindrome dello spopolamento degli alveari. Teddy e Don si preparano per salvare gli esseri umani, convinti che la specie a cui appartiene Michelle voglia distruggere il pianeta; perciò, vogliono usare l’Andromediana per arrivare al suo imperatore.


L’attaccamento di Teddy alle api di cui si prende cura e la sua folle idea che il mondo stia per finire a causa degli alieni, che stanno sfruttando gli esseri umani per i loro esperimenti, a parer mio può rappresentare il senso di deresponsabilizzazione, quel dare la colpa ad un altro per le condizioni in cui ci si trova. Teddy addita Michelle e gli Andromediani come cattivi, il cui unico piano è distruggere la Terra. Tuttavia, il sottile velo ironico che accompagna le battute dei personaggi porta all’estremo la nostra quotidianità sociale e politica.Il personaggio di Teddy incarna in tutto e per tutto la figura del perfetto complottista: si informa su YouTube, non crede ai giornali e non si fida di nessuno. Fondamentalmente è solo, o meglio è accompagnato da Don, la persona a lui più cara, ormai del tutto manipolata dalle sue teorie.  


L’insistenza sulle api, che sono come un filo conduttore durante tutto il film, è come un grido d’emergenza dal nostro pianeta.


Il messaggio che ho percepito a primo impatto è che se lasciamo la questione ambientale e climatica nelle mani degli esseri umani siamo destinati a fallire, non faremo che distruggere e rovinare tutto.


A questo proposito Teddy e Michelle hanno diversi dialoghi ed entrambi rimangono fermi sulle proprie posizioni, è lo spettatore che arbitrariamente decide di chi fidarsi e per chi prendere posizione, anche se non si sa fino alla fine chi dei due dica la verità.


Eppure l'esito finale non cambia, il mondo sta davvero per finire ed è la morte delle api a dimostrarlo, mentre i due personaggi a modo loro cercano una soluzione che preveda in ogni caso un annientamento e una cancellazione totale.


Tuttavia il finale – senza spoilerare troppo – lascia spazio alla speranza. Il termine Bugonia è infatti legato al mito della generazione spontanea, secondo cui le api nascono spontaneamente dalla carcassa di un bue morto. Così, proprio negli ultimi minuti del film, paradossalmente, Lanthimos lascia spazio alla possibilità della rinascita , legata di un un nuovo inizio, ricominciando tutto da zero, per non compiere gli stessi errori ed evitare che le api muoiano.


Per me questo film è un grande sì, anche solo per le riflessioni contrastanti e non completamente risolte che è riuscito a suscitare!   Ve lo consiglio, non perdetelo se potete!



P.S.: Casualmente, dell’importanza delle api per il nostro ecosistema e la nostra sopravvivenza abbiamo parlato poche settimane fa qui su U-Blog, con un articolo di Andrea Maccarrone di cui lascio il link.


FONTI:





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Le opinioni riportate negli articoli di questo blog non riflettono necessariamente le posizioni ufficali dell’UNICEF ma sono espressione libera dei e delle giovani Bloggers

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